Il 29 Ottobre del 1954 veniva emanata la legge 1049, il testo che ufficializzava la nascita dei Collegi IPASVI (l’acronimo riprendeva le iniziali della definizione delle tre professioni comprese in questo ente neonato: Infermiere Professionali, Assistenti Sanitarie, Vigilatrici d’Infanzia).
Rispetto ad oggi, c’erano al tempo molte differenze.
Prima di tutto, le tre professioni…non erano tali, ma rientravano nelle ‘’professioni sanitarie ausiliarie’’’ (della figura medica, naturalmente!).
Le aderenti al Collegio lo erano su base volontaria, spontaneistica, e non esistevano iscrizioni quale requisito necessario ed obbligatorio per l’esercizio professionale, come è oggi (e come avviene da molti anni a tutela dei cittadini, contro l’abusivismo e le truffe di chi si spaccia per ciò che non è).
Usiamo in questo commento sul Collegio del tempo (1954) il genere femminile perché gli uomini erano estromessi dai Collegi del tempo: un uomo poteva essere solo un ‘’infermiere generico’’, e si formava con pochi mesi di corso (e quindi NON era considerato un ”infermiere” vero e proprio ma una figura di supporto) , mentre la formazione di queste figure inserite nel nascente Collegio durava due anni e, nel caso delle Assistenti Sanitarie, tre: queste erano infatti IP (infermiere professionali) che con un ulteriore anno di formazione diventavano ASV, cioè Assistenti Sanitarie Visitatrici (la V verrà poi perduta nel tempo).
Di norma, la formazione di queste colleghe avveniva nella ”Scuole Convitto”: nella nostra Liguria era molto nota e stimata quella dell’Ospedale Galliera, a Genova.
Questa impostazione sarebbe rimasta a lungo; solo dal 1973 ci sarebbero state le primissime novità, con gli Accordi di Strasburgo infatti arrivavano ora anche gli uomini, e quindi dal 1975/1976 ecco i primissimi maschi iscritti ai Collegi: dapprima Infermieri Professionali, quindi anche Assistenti Sanitari.
Chiaramente, con l’apertura ad ambo i sessi la formazione usciva dai ”convitti” per collocarsi nelle nuove scuole regionali, gestite negli ”ospedali provinciali” e ”di zona”.
Il nostro Collegio prima, ed Ordine poi, non ha mai avuto maschi negli Albi ”Assistenti Sanitari” e ”Vigilatrici d’Infanzia”: ed anche oggi nell’Albo Infermieri Pediatrici sono presenti solo donne. Con la riforma del 2018, e la legge numero 3 di quell’anno, sono nati gli Ordini e l’IPASVI si è profondamente trasformato , diventando- come sigla- OPI, e ha ‘’ceduto’’ al neonato Ordine TSRM-PSTRP le Assistenti Sanitarie (che al tempo erano rimaste solamente in dieci, nel nostro Albo dedicato).
Oggi in tutto sono iscritti all’OPI della provincia spezzina 2030 professionisti (2001 all’Albo Infermieri e 29 all’Albo Infermieri Pediatrici).
Cogliamo l’occasione per ricordare chi, fra i vari firmatari, lavorò molto alla realizzazione di questa norma oggi ricordata, cioè questa legge 1049 del 1954: si tratta di una parlamentare eletta nel nostro territorio, dove aveva studiato e vissuto, l’onorevole Angela Gotelli (1905-1996) ; nel 1947 fu chiamata a far parte della commissione ristretta di 75 membri, designata dai Costituenti della neonata Repubblica Italiana e, con Nilde Iotti, prese parte alla prima ‘’sottocommissione per i diritti e i doveri dei cittadini’’.
Eletta alla Camera dei deputati per tre successive legislature, nel 1948, nel 1953 e nel 1958, ricoprì incarichi di rilievo diventando Sottosegretario alla Sanità nel Governo Fanfani II e nel Governo Tambroni, ed al Lavoro nel Governo Segni II, diventando così la terza donna sottosegretario nella storia del Paese.
Qui vogliamo ricordare anche tutti coloro che sono stati coinvolti nella gestione del nostro ente dal 1955, quando cioè nacque alla Spezia l’IPASVI provinciale, fino ai giorni nostri.
