Rilevazione aggressioni personale sanitario – ANNO 2026- questionario ai professionisti iscritti
Dal 1° al 31 ottobre 2026 la normativa richiede di implementare la conoscenza del fenomeno delle aggressioni ai sanitari attraverso la somministrazione, agli iscritti agli Albi, di un apposito questionario anonimo.
Relativamente a quanto sopra esplicato, la FNOPI ha predisposto il questionario raggiungibile al seguente link
https://forms.cloud.microsoft/e/KqMWK3u558
(si può incollare la stringa e inserirla sul proprio PC o device per accedere al questionario).
Ciascun Ordine provinciale lo posiziona nelle pagine del sito dando contestualmente, nelle modalità ritenute
più idonee, pubblicità ed evidenza di tale rilevazione agli iscritti al fine di incentivarne e favorirne la più ampia
partecipazione.
Questa opportunità rientra dunque nella importante rilevazione dei dati utili alla stesura della Relazione ONSEPS 2026 da parte degli Ordini sulle ”Disposizioni in materia di sicurezza per gli
esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”.
Concludiamo ricordando che anche una aggressione verbale (insulti, minacce, offese) a un sanitario costituisce A PIENO TITOLO una aggressione.
ULTIMI NOSTRI EVENTI ECM 2026 E UNA OFFERTA DI AIUTO
ULTIMI NOSTRI EVENTI ECM 2026 E UNA OFFERTA DI AIUTO
Molti colleghi e iscritti sono certificabili: per l’ultimo triennio (2023-2025) questa definizione ha riguardato oltre il 76% di tutti noi, infermieri ed infermieri pediatrici iscritti all’OPI spezzino.
Chi assegna questa patente? Lo fa CoGeAPS, cioè l’anagrafe dei crediti ECM.
E’ importante? Ne posso fare a meno? Beh, sinceramente in un Paese dalle norme spesso contraddittorie si può pensare che non sia così fondamentale, e nemmeno importante, essere o meno certificabili sul piano del programma ECM.
Se per disgrazia, però, si incappa in una qualche richiesta di rivalsa (e sono sempre di più, purtroppo, le denunce verso le strutture sanitarie, nonostante la Legge 24/2017 o Legge Gelli, che avrebbe dovuto ridurle) e se malauguratamente un professionista sanitario è chiamato a versare qualche denaro, il ‘’non certificabile’’ potrebbe avere dei problemi per quanto concerne la copertura assicurativa professionale (DM 232/2023).
Queste parole che ripetiamo spesso non le indichiamo perché l’OPI ne trae un qualche beneficio, anzi: noi NON vendiamo corsi ECM e NON vendiamo assicurazioni, quindi non c’è un interesse commerciale.
Ma abbiamo scelto di andare oltre il nostro obbligo che, al momento, sarebbe soprattutto quello di ‘’gestire l’albo professionale’’, cosa che ci sembra interessante per il cittadino, ma di ben poco interesse per il professionista, che se paga l’iscrizione si aspetta alcuni servizi, giustamente.
Così siamo diventati provider molti anni fa e abbiamo prodotto centinaia di corsi ECM che può frequentare chiunque fra i nostri iscritti, cosa che forse non interessa il dipendente pubblico (che gode dei molti eventi dei propri uffici formazione) ma che sicuramente interessa gli altri: e i nostri corsi sono tutti gratuiti, a parte ogni tanto qualche BLSD per i costi vivi dei manuali.
Insomma, oltre ai due prossimi corsi che vi invitiamo a visionare sul nostro sito (uno è un evento FAD dedicato al delirium, attivo dal 10 ottobre al 20 dicembre 2026; l’altro è previsto in sede nel pomeriggio del 4 dicembre, dedicato alla Intelligenza Artificiale nel nostro settore) vi offriamo anche, per chi ne ha necessità, la possibilità di capire a che punto si trova con gli ECM e, soprattutto, come fare per avere i molti potenziali sconti sul debito che non è mai, o quasi, ‘’di 150 crediti nel triennio’’, ma è spesso più ridotto e può ulteriormente ridursi.
Ovviamente si deve saper navigare la propria pagina della anagrafe ECM: tanti colleghi hanno, ad esempio, acquisito un master e sanno che, durante l’anno del master, non c’è bisogno di frequentare corsi ECM: molti di questi colleghi credono che ‘’in automatico’’ qualcuno (ma chi?) da quella Università dove hanno acquisito il titolo scriva ‘’al sistema ECM’’ e così si risolve tutto…ragazzi, viviamo in Italia, non dimenticatelo ma, soprattutto, siccome è interesse del professionista procedere a questa procedura di esenzione, si ritiene che sia lui (o lei) a gestirsela.
Ecco: se non sapete come fare (e altrettanto vale – ad esempio- per le colleghe che sono rimaste lontane dal lavoro per gravidanza, in lunga malattia, in aspettativa L. 104) vi possiamo aiutare noi.
Dovete solo venire in sede e insieme faremo i passaggi previsti per ridurre il debito: non avete acquisito un master? Avete i baffi, la barba e quindi non avete partorito? Possiamo usare, per ridurre il debito, il passaggio sulla autoformazione, una opzione che vale per tutti e consente di ridurre il debito fino al 20% del totale: l’importante, lo ripetiamo, è dedicare un quarto d’ora a un adempimento che conviene a chi è ancora non certificabile. Nel suo solo ed esclusivo interesse.
Gli interessati potranno concordare un appuntamento alla mail segreteria@opi.laspezia.it a partire da ottobre 2026.
Per i libero professionisti e per gli interessati a elezioni ENPAPI: inoltro nota
Buongiorno,
da ENPAPI giunge questa nota, con prgehiera di divulgazione, utile a coloro che possono essere interessati alle operazioni di voto della Cassa di Previdenza:
La sede resta chiusa al pubblico martedì 15 settembre
Causa adesione a corso di aggiornamento per le attività interne dell’ente, la sede resta chiusa il giorno 15 settembre , martedì.
Sarà regolarmente operativa e aperta al pubblico il giorno 17 e soprattutto, come sempre, restiamo raggiungibili in ogni momento via mail, via PEC e – per i casi di reale emergenza- al cellulare indicato sulla home page di questo stesso sito.
Buona giornata a tutti.
Non tutti hanno le idee chiare sulla PEC (o domicilio digitale)
LO RICORDIAMO SPESSO: MA CI SEMBRA NECESSARIO PUNTUALIZZARE ALCUNI ASPETTI SULLA PEC
”Perchè gli Infermieri devono avere una casella PEC obbligatoria?”
Questo obbligo non riguarda solo gli Infermieri, ma qualsiasi professionista iscritto ad un Ordine, qualunque esso sia: dagli Architetti ai Veterinari, l’obbligo di essere dotati di una casella PEC (attenzione: ATTIVA!) è sancito da numerose norme, l’ultima della quali, la Legge 120 del 2020, dispone che l’iscritto/a ad Albo professionale senza una casella PEC attiva viene sospeso dall’Albo stesso.
La sospensione NON consente l’esercizio della professione.
E se quell’Ordine non effettua queste operazioni di verifica rischia il commissariamento.
”Ma io l’ho attivata e comunque non la guardo mai, tanto voi mi scrivete solo per mandare le tasse e per l’assemblea”
Questa scelta è davvero molto pericolosa; l’obbligo delle caselle PEC è stato pensato anche (ma non solo) perchè i cittadini -perlomeno quelli inseriti negli Albi delle ”professioni ordinate”- siano facilmente raggiungibili, per la comunicazione di cose che, di norma, sono quasi sempre un piccolo o grande fastidio: da una semplice multa per divieto di sosta ad un accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Come fanno a sapere le nostre PEC? Quando un professionista comunica la propria PEC ad un Ordine, lo stesso deve inserirla subito sull’Albo. L’ Albo professionale viene ogni giorno ”scandagliato” da apposita funzione che aggiorna gli elenchi conservati nell’INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali), gestito da AgID in collaborazione con InfoCamere. Queste cose NON SONO GESTITE NATURALMENTE DAGLI ORDINI, ma avvengono a completamento della norma che ha disposto l’obbligo delle PEC per chi è all’interno di un qualsiasi Albo professionale.
Se vi è stata consegnata sulla PEC una multa del Comune di Vattelapesca per divieto di sosta da 35 euro, e non aprite mai la PEC, la multa passa anche- dopo anni- a migliaia di euro: non sono pochi i professionisti che hanno scoperto di avere il fermo amministrativo alla macchina perchè le sanzioni mai pagate, giunte anni prima sulla PEC con qualche comunicazione mai letta, sono cresciute di 50 volte.
Per questo motivo dovete gestire bene la vostra PEC: non è stata resa obbligatoria per ricevere le comunicazioni dell’OPI!!!
COSA C’ENTRA L’OPI IN TUTTO QUESTO? NULLA.
La legge non la abbiamo certo voluta noi, e -anzi -questo ci ha obbligato, e ci obbliga, a un ulteriore gravoso impegno che consiste nell’aggiornamento dei vari cambi indirizzo che ci vengono trasmessi.
IL RILASCIO DELLA NOSTRA PEC GRATUITA
Per cercare di aiutare i colleghi, rilasciamo dal 2020 una casella PEC col dominio interno dell’OPI, che paghiamo noi e che si rilascia su precisa richiesta; il rilascio di questa PEC ha ovviamente una sola condizione: chi la richiede deve versare la quota annua con puntualità, visto che la PEC è attivata grazie alla quota stessa. Se non riceviamo la quota puntualmente, la stessa casella diventa a rischio rimozione: in questi giorni abbiamo avvertito una decina di iscritti/e che il loro domicilio digitale sta per essere revocato per non aver pagato la tassa annuale, quindi esiste la mancanza del requisito che era stato condiviso al momento della richiesta di attivazione, con un format firmato dal richiedente.
SE NON GESTITE LA VOSTRA PEC CI POSSONO ESSERE PROBLEMI IMPORTANTI
Problemi che NON nascono in alcun modo dalla volontà di questo Direttivo: ma molto probabili se -come capita- le persone non hanno cura dell’indirizzo digitale: lo ricordiamo ancora una volta nel completo, unico e totale interesse delle colleghe e dei colleghi: non dell’Ordine il quale, una volta aggiornato l’Albo, ha completato il proprio obbligo.
50° Giro della Lunigiana: Infermieri partner professionali per la sicurezza e per la promozione della salute
Si avvicina il via del 50° Giro della Lunigiana e si scaldano i…motori della organizzazione; come già annunciato il nostro Ordine, con la partecipazione dei suoi professionisti iscritti, sarà partner ufficiale alle partenze, o agli arrivi, delle tappe principali della manifestazione internazionale, riservata ai ciclisti juniores.
Il Giro è giunto a mezzo secolo di vita, e la corsa avrà un itinerario a tappe che attraversa la Riviera ligure di Levante e la bella terra di confine, fra Toscana e Liguria, che è la Lunigiana.
Sicurezza e promozione della salute: con queste parole Lucio Petacchi, direttore della manifestazione importantissima per il lancio dei ciclisti campioni del domani (quattro fra i primi cinque classificati del Tour de France 2026 hanno vinto nel recente passato il Giro della Lunigiana) ha voluto coinvolgere gli Infermieri del territorio, e ha contattato mesi fa il nostro OPI: siamo stati sin da subito contenti di collaborare, con grande entusiasmo.
Le colleghe e i colleghi interessate/i ad essere con noi nello stand OPI al Giro, possono ovviamente contattarci per partecipare!
Buon Giro a tutti!
Latte crudo non pastorizzato? Attenzione ai più fragili!
Un cittadino scrive: devo fare una risonanza, ma non riesco
”Buonasera,
https://www.cittadellaspezia.com/?p=665984
E tocca un punto cruciale, per usare le parole del cittadino, quando si parla di ”diritto alla salute” (che è il dettato dell’Art 32 della nostra Costituzione).
Naturalmente, in modalità ”intramoenia” i tempi si accorciano. E se uno non ha i soldi? Questa segnalazione la indichiamo anche noi, semplicemente perchè rende evidente una grande realtà, e cioè che da molti anni la Sanità nazionale viaggia a due velocità– la possibilità di effettuare una prestazione in intramoenia risale a testi di legge degli anni Novanta del XX secolo, poi confermati da qualunque successivo Governo alla guida del Paese.
Ma il parere di un medico molto noto, che tra l’altro parla anche con lucidità della causa della carenza di Infermieri, aiuterà a capire meglio la questione: https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/10/remuzzi-negli-ospedali-pubblici-va-abolita-lintramoenia-e-la-quintessenza-dellingiustizia/7157241/


