LO RICORDIAMO SPESSO: MA CI SEMBRA NECESSARIO PUNTUALIZZARE ALCUNI ASPETTI SULLA PEC

”Perchè gli Infermieri devono avere una casella PEC obbligatoria?”

Questo obbligo non riguarda solo gli Infermieri, ma qualsiasi professionista iscritto ad un Ordine, qualunque esso sia: dagli Architetti ai Veterinari, l’obbligo di essere dotati di una casella PEC (attenzione: ATTIVA!) è sancito da numerose norme, l’ultima della quali, la Legge 120 del 2020, dispone che l’iscritto/a ad Albo professionale senza una casella PEC attiva viene sospeso dall’Albo stesso.

La sospensione NON consente l’esercizio della professione.

E se quell’Ordine non effettua queste operazioni di verifica rischia il commissariamento.

”Ma io l’ho attivata e comunque non la guardo mai, tanto voi mi scrivete solo per mandare le tasse e per l’assemblea”

Questa scelta è davvero molto pericolosa; l’obbligo delle caselle PEC è stato pensato anche (ma non solo) perchè i cittadini -perlomeno quelli inseriti negli Albi delle ”professioni ordinate”- siano facilmente raggiungibili, per la comunicazione di cose che, di norma, sono quasi sempre un piccolo o grande fastidio: da una semplice multa per divieto di sosta ad un accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Come fanno a sapere le nostre PEC? Quando un professionista comunica la propria PEC ad un Ordine, lo stesso deve inserirla subito sull’Albo. L’ Albo professionale viene ogni giorno ”scandagliato” da apposita funzione che aggiorna gli elenchi conservati nell’INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali), gestito da AgID in collaborazione con InfoCamere. Queste cose NON SONO GESTITE NATURALMENTE DAGLI ORDINI, ma avvengono a completamento della norma che ha disposto l’obbligo delle PEC per chi è all’interno di un qualsiasi Albo professionale.

Se vi è stata consegnata sulla PEC una multa del Comune di Vattelapesca per divieto di sosta da 35 euro, e non aprite mai la PEC, la multa passa anche- dopo anni- a migliaia di euro: non sono pochi i professionisti che hanno scoperto di avere il fermo amministrativo alla macchina perchè le sanzioni mai pagate, giunte anni prima sulla PEC con qualche comunicazione mai letta, sono cresciute di 50 volte.

Per questo motivo dovete gestire bene la vostra PEC: non è stata resa obbligatoria per ricevere le comunicazioni dell’OPI!!!

COSA C’ENTRA L’OPI IN TUTTO QUESTO? NULLA. 

La legge non la abbiamo certo voluta noi, e -anzi -questo ci ha obbligato, e ci obbliga, a un ulteriore gravoso impegno che consiste nell’aggiornamento dei vari cambi indirizzo che ci vengono trasmessi.

IL RILASCIO DELLA NOSTRA PEC GRATUITA

Per cercare di aiutare i colleghi, rilasciamo dal 2020 una casella PEC col dominio interno dell’OPI, che paghiamo noi e che si rilascia su precisa richiesta; il rilascio di questa PEC ha ovviamente una sola condizione: chi la richiede deve versare la quota annua con puntualità, visto che la PEC è attivata grazie alla quota stessa. Se non riceviamo la quota puntualmente, la stessa casella diventa a rischio rimozione: in questi giorni abbiamo avvertito una decina di iscritti/e che il loro domicilio digitale sta per essere revocato per non aver pagato la tassa annuale, quindi esiste la mancanza del requisito che era stato condiviso al momento della richiesta di attivazione, con un format firmato dal richiedente.

SE NON GESTITE LA VOSTRA PEC CI POSSONO ESSERE PROBLEMI IMPORTANTI

Problemi che NON nascono in alcun modo dalla volontà di questo Direttivo: ma molto probabili se -come capita- le persone non hanno cura dell’indirizzo digitale: lo ricordiamo ancora una volta nel completo, unico e totale interesse delle colleghe e dei colleghi: non dell’Ordine il quale, una volta aggiornato l’Albo, ha completato il proprio obbligo.