SIAMO SICURAMENTE RIPETITIVI, ma ci sono -fortunatamente i numeri sono modestissimi- iscritte e iscritti che non riscontrano le nostre richieste ufficiali, ad esempio sull’ obbligo di avere una casella di Posta Certificata (PEC: legge 120/2020) e per una morosità di anni pregressi (iscrizione Ordine, Legge 3/2018 e precedenti).

Nel caso delle morosità, le nostre comunicazioni sono obbligatoriamente inviate via PEC: se invece la PEC è inattiva (e per questo problema il professionista è GIA’ stato sospeso: sono circa una trentina gli iscritti di OPI SP in questa condizione- quasi tutti in pensione, ma non tutti…) le comunicazioni arrivano via posta prioritaria, all’ultimo indirizzo di residenza a noi noto, e che ci è stato comunicato a suo tempo.

Che cosa stiamo cercando di dire? Se vengono inviate le comunicazioni su una condizione di morosità, vengono inviati anche altri ”segnali” non ufficiali; compresi gli inviti a guardare la posta elettronica ordinaria, o periodici richiami (come questo) sul sito ufficiale; appelli via social (che facciamo in forma aggiuntiva, e che non consideriamo ”ufficiali” come è, invece, questo comunicato sul sito istituzionale dell’ente).

Insomma, si fa di tutto per allertare gli iscritti, al fine di risolvere senza troppi problemi la questione che- in questo caso- riguarda la morosità pregressa, cioè aver dimenticato di versare una annualità precedente.  In questo caso c’è ANCHE GeFil, il nostro gestore delle quote fino al 2024 incluso, che scrive e sollecita al pagamento delle quote non raccolte.  Infatti, il nostro obiettivo NON è quello di sanzionare chi non paga, ma di riportare dentro il bilancio economico le quote che erano previste, approvate dalla assemblea degli iscritti, e che non sono state riscosse. Purtroppo per i distratti, esiste un preciso regolamento che deriva dalla legge 3 del 2018 (quella che vara gli Ordini di tutte le professioni sanitarie) e che prevede per gli Ordini alcuni passaggi di sollecito che poi, se non vengono considerati, si concludono con una antipatica cancellazione, in questo caso.

Se la cancellazione ovviamente non è un problema per chi è in pensione, questa azione diventa molto critica per chi si trova in attività: la cancellazione dall’Ordine (come, peraltro, la sospensione) comporta la mancanza di uno dei requisiti che sono richiesti per poter lavorare, e le Aziende Pubbliche o i datori della Sanità Privata immediatamente lasciano a casa (nelle forme che scelgono loro, in genere anche con sospensione della retribuzione) i cancellati (ed i sospesi).

Se in caso di sospensione per mancanza di domicilio digitale (la PEC, come chiede la legge 120 del 2020) basta inviarci una PEC -dal proprio nuovo indirizzo attivo- per rientrare immediatamente in Albo, nel caso della cancellazione la questione è un pò più lunga, perchè deve essere ripresentata una NUOVA domanda di iscrizione; alcuni documenti vanno  presentati, va convocato il Consiglio Direttivo e, soprattutto, ci sono nuovi costi da sostenere perchè la iscrizione precedente si è chiusa con la cancellazione ”per morosità” (nel caso del quale stiamo qui ragionando).

QUINDI VI RACCOMANDIAMO DI GUARDARE LE VOSTRE PEC, di leggerle, per evitare di giungere a conseguenze davvero facilmente evitabili…per il resto, noi non siamo i ”castigamatti” di nessuno; siamo solo coloro che devono gestire questo ente e per farlo DEVONO – senza scelte personali- mettere in atto gli obblighi che derivano da questo ruolo, e dalle responsabilità connesse: chi è iscritto all’Ordine deve riuscire a capire che esiste una modalità utile, nel rapportarsi con l’OPI, a personale vantaggio del professionista: ad esempio, se cambiate la residenza, ce la dovete comunicare, nel VOSTRO interesse; lo stesso deve avvenire se avete cambiato il vostro indirizzo PEC; e ancora, è sempre utile indicare all’Ordine anche dove lavorate.

Il nostro obiettivo, qui lo ripetiamo, non è quello di infastidire: ma questa politica di attenzione sui versamenti (dovuti e previsti per legge) ha già permesso per almeno tre anni di non aumentare le quote annuali a carico di tutti gli iscritti.

Cogliamo l’occasione per rivolgere un ennesimo passaggio su come ci si cancella da un Ordine nella modalità più rapida ed economica: abbiamo fatto una domanda scritta per farne parte, altrettanto servirà per uscire: non basta dire, infatti, ”ma io sono andato in pensione, lo sapete...” ; su questo stesso sito trovate il format, ecco qui il link: https://www.opilaspezia.it/wp-content/uploads/2021/04/CANCELLAZIONE.pdf

Grazie per la Vostra attenzione, questo avviso è pubblicato per evitare punti critici per qualcuna/o fra gli iscritti, che ricevono da tempo solleciti via PEC (e non solo), e che non rispondono…