ECCO PERCHE’ conviene rispettare le richieste amministrative: il disagio è, purtroppo, reale…
I RAPPORTI CON L’ORDINE…
Fra le cose che cerchiamo di fare, infiliamo anche, con fastidiosa frequenza (per chi legge) , certi suggerimenti nell’interesse dei colleghi iscritti.
Forse qualcuno penserà che in realtà lo facciamo per noi che siamo ‘’dentro’’ l’OPI ma, in tutta onestà, per noi cambierebbe – e cambia- poco, mentre per un iscritto il ‘’menefreghismo’’ su questi aspetti fa pagare dazio…
Si arriva infatti a conseguenze per la mancata applicazione di questi suggerimenti o delle richieste che prevede la normativa (parliamo di un banale ”cambio indirizzo residenza”).
Non vogliamo ammorbare nessuno con le competenze dell’Ordine, a confronto con quelle che invece non lo sono: purtroppo, molti confondono i ruoli, o investono in un Ordine professionale attese che non possono arrivare, e non per cattiva volontà.
Restiamo proprio sul ‘’basico’’: quante volte abbiamo chiesto di comunicare i cambi di residenza e più in generale i dati aggiornati? Non c’è bisogno di citare la Legge 3/2018, che dice come un ‘’irreperibile’’ possa venire cancellato dall’Ordine: basterebbe anche un po’ di buon senso.
Comunque ecco cosa è accaduto alla collega W (iniziale di fantasia; scelta perché non abbiamo iscritte di nome Wanda, Wilma, Wynona o Willhelmina). La collega W lavora in Toscana, e vive anche in Toscana da molti anni.
Ma, da allora, non ha mai comunicato il cambio di indirizzo: le lettere e le tasse inviate al vecchio indirizzo di un Comune del territorio Spezzino (dove abitava un tempo) evidentemente sono arrivate a un qualche familiare, perché puntualmente le tasse sono state pagate; inoltre, a suo tempo ci aveva anche fornito un indirizzo PEC, come chiede la Legge 120/2020, che avevamo annotato sul data base nazionale come chiede a noi la stessa normativa.
Ad aprile, il nome e la PEC di W. vengono inviati, insieme a tutti gli altri, alla Regione Liguria perché così chiede il DL 44 agli Ordini, in merito alla ‘’osservanza vaccinale’’.
In quel periodo, W. ha già ricevuto due dosi di vaccini e pochi giorni fa ha fatto anche la terza, la ‘’booster’’: ma questo, a livello dei vari interlocutori di questa storia, lo sa solo lei.
Già da diverse settimane, la ASL 5 (siccome per la Regione Liguria la collega W. risulta residente nel territorio di competenza di ASL 5) scrive alla PEC di W. avvertendo che non risulta vaccinata; e chiede di documentare la avvenuta vaccinazione o di produrre certificati di esenzione, ma W. non legge e non risponde. Dopo un ultimo tentativo la ASL 5 la sospende dall’attività professionale e ne dà opportuna comunicazione al suo OPI (noi).
A quel punto anche noi inviamo una PEC allo stesso indirizzo di W., per la ‘’avvenuta annotazione di sospensione sull’Albo a seguito del protocollo 1111111 (numero di fantasia) del giorno XYZ di ASL 5’’.
In chiusura di tutta questa trafila, anche FNOPI (la Federazione degli Ordini Infermieri) scrive a W. e spiega che il suo nominativo, dopo la sospensione, è inserito in una lista europea che è condivisa fra gli Stati per segnalare la impossibilità dell’esercizio professionale.
E’ solo a quel punto, e solo allora, che la collega W. scopre, da trivaccinata, di essere stata sospesa per inosservanza vaccinale (assurdo): e lo scopre solo perchè la FNOPI non utilizza la PEC usata da ASL 5 e da OPI SP, ma la vecchia cara raccomandata di carta.
Cosa è successo? Facile fino al banale.
- non ha MAI comunicato il cambio di indirizzo al suo Ordine, e quindi il check lo ha fatto la Liguria perché per l’Ordine vive in Liguria, e non la Toscana dove è stata regolarmente vaccinata.
- non ha mai aperto la PEC e non ha mai letto i vari solleciti o le notifiche di sospensione che arrivavano (solo a lei) da ASL 5: se lo avesse fatto, inviando il certificato vaccinale alla ASL 5 avrebbe evitato ogni azione successiva.
- non ha rispettato la indicazione della Legge 3/18 (come peraltro tantissimi altri professionisti sanitari in Italia, il dato è stimato intorno al 13-15% del totale) : si dovrebbe infatti risultare iscritti nell’Ordine della Provincia dove si risiede, oppure nell’Ordine della Provincia dove si lavora: lei è rimasta iscritta con noi, ma vive e lavora altrove.
Se la semplicissima, gratuita, comoda comunicazione di cambio indirizzo fosse stata a suo tempo inviata al nostro Ordine, noi avremmo prima di tutto trasmesso alla Regione Liguria un indirizzo non ligure, e in questo modo gli accertamenti sarebbero stati fatti direttamente e senza nessun intoppo dalla Regione Toscana, che di W. sapeva tutto.
Ed infine alcune osservazioni, giuste ma inutili: a) ma non esiste una anagrafe nazionale dei vaccinati? No! Ancora non è chiaro che esistono in Italia 21 sistemi sanitari differenti? 19 Regioni e 2 Province Autonome? No, i dati fra Regioni non sono condivisi, esattamente come il ticket di una TAC cambia da una Regione all’altra; come i tempi di attesa per una mammografia variano da una ASL all’altra: perché stupirsi, allora, se la Liguria non sa se uno del Molise si è vaccinato contro il tetano?
b) ma se W. vi manda il suo certificato vaccinale annullate voi la sospensione? No, noi non abbiamo sospeso W: lo ha fatto ASL 5; noi abbiamo solo annotato la sospensione su Albo nazionale FNOPI; se W. invia ad ASL 5 (cioè a chi l’ha sospesa) il suo certificato, entro poche ore viene emanato un provvedimento di annullamento , comunicato a W. e a noi, che la rimettiamo a pieno titolo in Albo (cosa avvenuta infatti in poche ore, appena chiarito l’accaduto con W.)
Tutto questo caos per essersi completamente disinteressata dei rapporti con qualcosa che non è più un semplice ‘’elenco di iscritti’’: gli Ordini professionali sono oggi enti sussidiari dello Stato (Legge 3 del 2018), una cosa che va ricordata perché lo Stato chiede agli Ordini una serie di informazioni anche banalissime (tipo: un indirizzo), oppure chiede di far attivare la PEC: e se non si ha cura di gestire il rapporto si rischia, come nel caso di W. qualcosa di potenzialmente grave, quanto completamente inutile.
Il Direttore Generale di ASL 5 incontra i neolaureati per fare il punto su sviluppi occupazionali
AI COLLEGHI NEOLAUREATI
Sono state completate tutte le procedure di iscrizione all’Albo Infermieri gestito dal nostro OPI nel minor tempo possibile, per coloro che hanno presentato le domande complete nei giorni scorsi.Il Direttore Generale di ASL 5 dottor Paolo Cavagnaro sarà nella nostra sede il giorno 15 Novembre, lunedì, alle ore 11:00 e questo incontro ha lo scopo di accogliere con un saluto istituzionale, nella famiglia dei professionisti sanitari, i nuovi infermieri che si sono laureati nelle ultime settimane, sia coloro che hanno svolto il tirocinio nelle strutture di ASL 5, sia chi ha studiato fuori Regione.
Il dottor Cavagnaro, come direttore generale della ASL 5, sarà lieto di rispondere – insieme ai nostri referenti- ai quesiti e alle richieste di informazioni sulle opportunità occupazionali del nostro territorio, sia per quanto concerne la Sanità pubblica, sia per le richieste del nostro Privato convenzionato.
Vi aspettiamo in sede!
”Si fa salute con i professionisti”…da Panorama Sanità- essenziale intervenire su CARENZE
Complimenti alla collega Noel Bello, vincitrice ”contest” per un contributo Master
APERTURA ANTICIPATA il 28/10 per accogliere i nuovi colleghi neo laureati
Giovedì 28 Ottobre apriamo la sede alle ore 14:00, in anticipo rispetto al solito orario, per accogliere con maggior cura e tempo i nuovi Colleghi che nei giorni scorsi hanno completato il percorso di studi universitario discutendo le loro tesi di laurea.
L’occasione naturalmente è utile per augurare, davvero di cuore, una buona vita professionale a tutti.
PREPARAZIONE IN VISTA DEL NUOVO CONCORSONE REGIONALE
Come già avvenuto in precedenza, ripartono le nostre serate di allenamento, con quiz condivisi e ragionamenti utili per una partecipazione informata alle prove di selezione previste per il nuovo concorso regionale ligure.
Il bando è in preparazione, così come è stato annunciato con delibera di A.Li.Sa. il 13 Ottobre scorso, e noi abbiamo già cominciata la preparazione, comprese le indicazioni utili alla costruzione di un valido CV.
Presto avremo altre occasioni: sui nostri social le comunicazioni rivolte agli iscritti eventualmente interessati alle prossime sessioni di test.
BORSA DI STUDIO PER UN MASTER SUL TRATTAMENTO DELLE LESIONI CUTANEE
Due Infermieri spezzini nuovi Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Il 23 settembre alla Spezia, al teatro Civico, saranno insigniti del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana due infermieri iscritti al nostro Ordine professionale.
Quando a inizio anno siamo stati chiamati in Prefettura per chiedere di indicare due dei nostri iscritti, in riconoscimento del ruolo di tutta la professione nell’emergenza pandemica, abbiamo certamente subito gradito questa iniziativa e pensato di scegliere- in rappresentanza di tutti- due colleghi secondo questi quattro criteri, che abbiamo condiviso nel nostro gruppo: non dovevano essere inseriti in nessun organo dell’OPI; avrebbero dovuto essere un uomo e una donna; avremmo indicato colleghi colpiti dalla infezione; e infine -per una più larga rappresentatività- uno avrebbe dovuto essere in servizio per la Sanità pubblica, e l’altro – o l’altra- nel Privato/libera professione.
I due nominativi che abbiamo scelto, ovviamente in completa autonomia, sono due fra i tanti colleghi con le caratteristiche qui riportate, e non significa che altri non lo avrebbero meritato: ma avevamo una richiesta di due nominativi , e due nominativi abbiamo espresso, appunto ‘’in rappresentanza di tutti’’.
In questi casi, capita spesso di leggere commenti che dichiarano come siano necessari, per la professione, altri tipi di riconoscimento, a partire da quelli contrattuali: noi siamo completamente d’accordo; ma nella stessa occasione vengono premiati anche alcuni medici, altrettanto protagonisti nei confronti della emergenza pandemica, e siamo sicuri che -se non fossimo stati coinvolti anche noi Infermieri nel riconoscimento istituzionale (che viene, lo ricordiamo, dal Quirinale) – in molti si sarebbero lamentati, e giustamente.
Come più volte detto in questi lunghi mesi, alcune evidenze note all’interno del nostro ambiente sono state ulteriormente rimarcate e finalmente hanno raggiunto anche l’esterno: questi particolari riconoscimenti, fino ad oggi piuttosto rari ed episodici, lo confermano.
Essi naturalmente non possono, e non devono, essere il solo riconoscimento atteso e, come insistiamo da molto prima della insorgenza della pandemia, è necessario che agli applausi, alle lodi ed alle medaglie si aggiungano (naturalmente da altri enti, da altri interlocutori e da altri preposti) i riconoscimenti che la professione merita, non fosse altro per il ruolo ricoperto in una crisi acutissima e che ha visto davvero decisiva la presenza infermieristica nelle degenze intensive e semi intensive, nelle degenze standard, nelle RSA e sul territorio, negli hub vaccinali, nelle case, e in ogni altra situazione correlata.





